La sua grande passione era la pesca. Lavorava duramente, non aveva orari. Quando finalmente riusciva a ritagliarsi qualche ora per sé prendeva la canna e il cestino di vimini per mettere il pesce, montava sulla bicicletta e si questa passione e non lo accompagnava mai. Quando portava a casa il pesce invece di essere contenta si innervosiva perché doveva pulirlo e cucinarlo.
Io adoravo andare a pescare con lui. Mi aveva abituata fin da piccola. Il rumore dell’acqua tra i sassi, la forma di un tronco di traverso nella corrente, il silenzio e la moltitudine dei suoni portati dal vento, il canto degli uccelli. Grossi cubi di cemento formavano a tratti l’argine; mi piaceva saltare a piedi nudi dall’uno all’altro per dimostrargli quanto ero brava. Entravo in acqua tirando su la gonna fino alla vita e mi fermavo avviava verso il fiume. Anna non condivideva solo quando l’acqua arrivava sopra il ginocchio. Mi aveva insegnato a pescare col mulinello e a canna fissa. Se i pesci non abboccavano, dopo un po’ mi stancavo e preferivo cercare lungo gli argini i mughetti o i funghi nel bosco, a seconda delle stagioni.
Anni dopo ero io a raggiungerlo in bicicletta riuscendo a rintracciarlo in anfratti conosciuti solo dai pescatori esperti. Era contento quando mi vedeva arrivare. Pur essendo un gran chiacchierone, non amava esternare i suoi sentimenti. Traspariva però la soddisfazione di poter condividere il pomeriggio di una domenica con la figlia. Lui pescava col mulinello, io scoprivo Haminguay seduta tra l’erba, la schiena appoggiata ad un albero. Quando pescava a canna fissa, lasciava il fiume, veniva a sedersi poco lontano da me e ascoltava la cronaca delle partite di calcio dalla sua radiolina portatile. Se il campanello in cima alla canna cominciava a suonare, si alzava e andava a sganciare il pesce che subito riponeva nella cesta di vimini ben ancorata in acqua.
Ho cercato di ritrovare gli stessi luoghi lungo il fiume molti anni dopo, sempre in bici, con i miei figli. Il paesaggio era molto diverso: schiuma, plastica, lattine, vetro. Quei ciottoli lucidi che trasparivano dall’acqua limpida non si vedevano più. Se ne erano andati insieme a mio padre.